Fidati di tuo figlio


Dopo nove mesi di attesa, alla fine hai tuo figlio in braccio: NON MUOVERTI! Anche se qualcuno si impegnerà nel cercare di convincerti del contrario, in braccio è dove tuo figlio sta meglio.

Per non avere conflitti fin dall’inizio, l’essenziale è fidarti di tuo figlio. Tuo figlio SA se ha fame, l’orologio NO.
La maggior parte dei bambini poppa tra 8 e le 12 volte al giorno, irregolarmente distribuite. Solitamente impiegano per ogni seno 15/20 minuti nelle prime settimane e nel frattempo apprendono; invece verso i due o quattro mesi, solitamente succhiano più velocemente, in 5/7 minuti o anche meno. Questo è quel che fa la maggior parte dei bebè ma ce n’è sempre qualcuno che vuole battere il record, aumentando o diminuendo questi tempi. Se gli dai il seno quando lo chiede e gli lasci il tempo che vuole, tuo figlio avrà sempre il latte di cui ha bisogno.

IL SENO SI DA A RICHIESTA

In post precedenti ho già spiegato il perché. Ricorderai che i neonati difficilmente succhiano a orario regolare perché è esattamente la variazione dell’orario ciò che permette loro di modificare la composizione del latte per adattarla alle loro necessità. Dicono che la nostra società ha paura della libertà; e forse per questo molta gente non riesce ad accettare il concetto dell’allattamento a richiesta e cerca di porre dei limiti.
Ecco alcuni errori frequenti:
1° errore: -“Allattalo a richiesta, cioè mai prima delle due ore e mezza né più tardi di quattro ore”-, q
uesta non è a richiesta. Questo è un orario flessibile, ci siamo vicini ma non è a richiesta.
2°errore: -“Nelle prime settimane è consigliabile allattare a richiesta ma successivamente tuo figlio prenderà il suo ritmo”-, 
non tutti i bambini prendono un ritmo. E tra quelli che lo fanno, pochissimi seguono il ritmo che la frase suggerisce.
3° errore: -“Cerca di allungare i tempi tra una poppata e l’altra”-, neanche questa è a richiesta. Ti piacerebbe se ti venissero allungati i tempi tra domenica a domenica o tra giorno di paga e giorno di paga o tra vacanza e vacanza?

LA CRISI DEI TRE MESI

Verso i 2/3 mesi, hanno acquistato abbastanza pratica che possono succhiare in soli 5/7 minuti, qualcuno addirittura in 3. Se nessuno ha avvisato la madre che questo prima o poi sarebbe accaduto, se l’hanno ingannata con la storia dei 10 minuti, ecco che lei penserà che suo figlio non ha mangiato abbastanza. Ed ecco la mamma entrare in panico.
Ecco alcuni esempi che spiegano la “crisi dei tre mesi”:
-"Il bebè, che prima succhiava dieci minuti, adesso finisce in cinque o meno"-.
-"Il seno, che prima era gonfio, adesso è morbido"-.
-"Il latte che gocciolava, non gocciola più"-.
-"L’aumento di peso è sempre più lento"-.
Tutto questo è assolutamente normale. Il gonfiore del seno nelle prime settimane ha poco a che vedere con la quantità di latte ed è, più che altro, un’infiammazione passeggera dovuta al fatto che i seni si “mettono in marcia”. Il gonfiore e gocciolamento sono “problemi di rodaggio” e scompaiono quasi del tutto quando l’allattamento si stabilizza. É naturale che l’aumento del peso è sempre più lento. Il neonato prenderà sempre meno peso ogni mese che passa. Per questo le curve di crescita sono curve, altrimenti sarebbero rette.

COSA POSSO FARE PER AVERE PIU' LATTE?

E perché diavolo vuoi avere più latte? Pensi di aprire un negozio?
La preoccupazione di noi mamme riguarda anche la quantità di latte che si produce, leggenda molto antica: secoli fa, quando tutto il mondo allattava, c’erano già santi che si specializzavano in preparati di prestigio con erbe. Forse questo timore viene dall’ignoranza. La gente credeva che la quantità di latte dipendesse dalla madre: ci sarebbero madri con molto latte e altre con poco, madri con buono latte e altre con latte cattivo.
La quantità di latte non dipende dalla madre ma dal figlio. Ci sono bambini che succhiano molto e bambini che succhiano poco e la quantità di latte sarà sempre, esattamente, quella che il bambino succhia.
Strano vero? Ebbene sì. La produzione di latte è regolata, minuto per minuto, dalla quantità che ha preso il bebè durante la poppata precedente. Se aveva molta fame e ha svuotato il seno completamente, il latte verrà prodotto a velocità. Se invece il bebè non aveva fame e ha lasciato la poppata a metà, il latte verrà prodotto più lentamente. Tutto questo è stato dimostrato mediante misurazioni dell’aumento del volume del seno tra una poppata e l’altra.
Perché una madre abbia poco latte, occorre che si verifichi una delle seguenti situazioni:
1. Che il bebè non succhi a sufficienza (il bebè sta male o se gli hanno riempito la pancia di acqua, infusi o latte artificiale).
2. Che il bebè succhi male (se mette male la lingua perché abituato a ciuccio o biberon, è debole perché ha perso peso, ha il frenulo corto che non gli consente di spostare bene la lingua).
3. Che non lasciano succhiare il bebè perché cercano di imporgli un orario o lo intrattengono con un succhiotto quando chiede il seno.
Al di là di ciò (o di qualche rara malattia) tutte le madri avranno esattamente il latte di cui il figlio ha bisogno.
Quindi davanti alla domanda “ cosa posso fare per avere più latte”, la prima cosa da fare è valutare se c’è davvero un problema di fondo, come quelli precedentemente elencati.
Troverai molto utile l’aiuto di un gruppo di madri come Mamme alla pari, La Lega per l’Allattamento Materno. Ci sono molte associazioni che sostengono l’allattamento al seno in Italia che si possono trovare su internet.

Ma ahimè, ci sono moltissimi casi in cui la madre crede di non avere latte a sufficienza...E SI SBAGLIA.
Alcuni falsi “sintomi” di mancanza di latte possono essere:
-Il bebè piange
-Il bebè non piange
-Il bebè vuole mangiare prima delle tre ore
-Il bebè vuole mangiare dopo le tre ore
-Il bebè impiega più di dieci minuti a poppata
-Il bebè impiega meno di dieci minuti a poppata
-Il bebè succhi di notte
-Nemmeno mia madre ha avuto latte
-Mia madre sì che aveva latte
-I seni sono molto pieni
-I seni sono morbidi sembrano vuoti
-Ho i seni piccoli
-Ho i seni troppo grandi
-Non ho capezzoli
-Ho tre capezzoli. 
Stai ridendo? Ma molte madri dicono seriamente che “non hanno capezzoli” e ti assicuro che negli umani è più facile averne tre che nessuno.
Preoccupata la madre per un qualsiasi di questi sintomi, può decidere di prendere due strade: o utilizza un rimedio innocuo, come mangiare mandorle, farsi qualche tisana, accendere un cero a Sant’Antonio, probabilmente non accadrà nulla di grade, magari la fede le fa credere di un aumento di latte e tutto finisce lì; o si farà consigliare da “santone” dalle tisane di prestigio o da esperti in leggende metropolitane, che però creeranno problemi ancora più nefasti.
Quindi correte a gambe levate dalle fattucchiere dell’allattamento. Non esistono miti e leggende sull’allattamento, esiste la Scienza ma sopratutto la Conoscenza.

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